QUINTO. 3>y5
nella voce cantar, molto vagliano a sostenereil verso, il qual forse senza quelle cadrebbe.E perchè veggiate che la qualità del versonon da tutte le parti si piglia, ma da quelleche più vi si fanno sentire, vedete nel so-netto del Casa,
Già lessi, et or conosco in me, sì come,quel verso :
Di spume e conche , e fersi alga sue chiome ;
il qual verso per una certa asprezza par grandee nobile; e pure le vocali men nobili vi sonoin molto maggior numero che le nobili; ma1’incontro delle vocali che vi si fa tre volte,e il concorso delle consonanti in quelle vocispume , conche, fersi , alga, danno al versoquella sostenutezza. Al contrario potrà unverso essere semplicissimo, e di un suonoche molto serva alla semplicità, qualunquevolta le vocali saranno quasi tutte del generedelle più tenui; nè esse vi si incontrerannotra loro, nè vi sarà gran concorso di conso-nanti , come in quel verso eh’ or mi sovviene,e mi par dolcissimo, et è, cred’io, del Ma-rini :
Tutte le belle ninfe di Cefiso ;
dove, toltone l’ultima o, tenui sono tutteF altre vocali, nè mai tra loro si incontrano ;e fuori la voce ninfe, niuna ve n’ha nellaquale una consonante urti con altra da sediversa. Avrei potuto addurre in esempio an-cor quello dell’ Ariosto :
Non esser sì crudel, che tu mi nieghi,