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Volume I.
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376
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3]6 RAGIONAMENTO

in cui, toltone la prima o, le vocali tutteson tenui, e nè il suono assai bello; purtrae alquanto alla gravità, forse per quelledue voci tronche esser, crude!, che fanno

Ì >ercuotere una consonante in unaltra, primaa r nella s, poi la l nella c. Onde è lenitàtoraggiore di suono nel verso del Marini, comeanche in quellaltro dellAriosto istesso :

Chi mi rimeria la mia dolce cura;

dove alle vocali più tenui si frappongono dol-cemente quattro a et una o, e temperano ilsuono del verso. Voglio ancora che voi con-sideriate un verso da cui comincia un sonettodel Bembo, il qual sonetto è nel restanted un suono temperatissimo e molto soave ;ma il primo verso, cominciando soavemente,si fa aspro nel fine. Il verso è questo :

come suol , poiché il verno aspro e rio,

nel quale, come voi vedete, il fine è al-quanto aspro; e sta bene quella asprezza delverso, essendo aspra ancor la cosa che vuolquivi significarsi. Io non dubito punto che ilBembo non cercasse una tale asprezza conqualche studio , e gli venisse fatto di conse-guirla per rincontro spesso delle vocali inquelle parole , poiché il verno aspro e rio,e pel concorso delle consonanti nelle vociverno et aspro. Egli è il vero, et io ancorail confesso, che un poeta , quando ha il pen-siero a comporre, difficilmente può tener loc-chio a coteste minutezze ; laonde può parereche tali avvertimenti, avvegnaché veri, niente