QUINTO. 377
giovino ; e il miglior sia , senza tante sottili-tà , fidarsi nel giudicio delle orecchie, e diquel senso interiore che sopra ho detto. Nonè però che non possano tali avvertimenti es-ser utili qualche volta a risolversi prestamented’alcun dubbio, ove il giudicio delle orec-chie sia incerto, o l’uomo non se ne fidiabbastanza. Come se alcuno fosse in dubbio,qual de’due versi dovesse maggiormente lo-darsi , o quello :
Sì come suol, poiché il verno aspro e rio,0 quest’ altro :
Sì come suol , poiché V inverno rio :
conoscendo star bene nel fine di quel verso1’ asprezza , intenderebbe subito, per le cosefinora dette, il primo verso esser miglioredel secondo. E se uno entrasse in dubbio,qual fosse meglio o il dire :
Era il giorno che al sol si scoloraro,o il dire :
Era quel dì che al sol si scoloraro,
prestamente s’accorgerebbe esser meglio ilgiorno, che quel dì, veggendo in quel giornoconcorso di consonanti con due vocali nobi-li, laddove quel dì sono due voci tenuissime.
Ma lasciando queste minuzie, alle qualirade Volte è che possa o debba avvertirsi, epassando a dire del suono de’versi in gene-rale, parmi che sia da levare un errore incui cadon molti. E questo è, che tante essendo