378 RAGrONAMENTO
c così varie le maniere del suono, moltid’una sola si invaghiscono, o d’alcune po-che , e quelle poi seguon continuo, nè maida quelle sanno partirsi ; della qual colpa furipreso Ovidio : nè io saprei del tutto di-fenderne il Casa, il qual vago di quella suagravità et asprezza, non seppe quasi mai ab-bandonarla , e fu veramente in quello stileeccellentissimo ; ma maggior lode sarebbe , sefosse stato eccellentissimo ancor negli altri,come studiò di essere il Bembo. Comechèciò sia, che io non debbo far giudicio dicosì grandi uomini, io dico certo, che malfanno quelli che seguon sempre la stessa formadi suono, per quanto bella ella sia, o dipoco la variano ; anzi io vorrei che si av-vezzassero a quante piu forme possono, etutte le usassero, quando uria e quando un’al-tra , piegandole vagamente , e rivolgendolecon giudicio e con grazia, onde potrebbenascere una grandissima e bellissima varietà.Che in vero non può dirsi quanto la varietàpiaccia, in grazia della quale si soffrono moltenoje, che non sembrai) più noje, perchèservono a variare; e per questa ragione sidesiderano anche e si aspettano; laonde veg-giamo i musici che amano frapporre di tantoin tanto ne’canti loro alcune dissonanze, lequali pajon belle, facendo parer più belle leconsonanze; e così lodasi il musico di quelle,come di queste. All’istesso modo non isfuggiràil poeta di interpor talora alcun verso alquantoduro, il qual faccia parer maggiore la soavitàde gli. altri ; e sarà lodato di quest’ istesso