380 RAGIONAMENTO
in un certo senso che nasce alla mente percagion del suono, e la ricrea, e potrebbenascere anche da un suono che fosse menograto alle orecchie ; nel qual caso dovrà ilpoeta lasciar che le orecchie sentano un pocodi noja , purché maggior piacere ne vengaall’animo. Tanto s’inganuan coloro, che ra-gionando del suono, e facendone precetti,non pensano che alle orecchie. E questa èun’altra ragione perchè al poeta massima-mente ricercasi quella varietà di cui parlia-mo. Imperocché compiacendosi grandementel’animo, qualor trovi il suono delle paroleessere convenientissimo a ciò che per essevuole esprimersi, et essendo tanto varie lecose che può il poeta volere esprimere, bi-sognerà bene che anche il suono molto variiper non privar l’animo di quel piacere. Aveteveduto il Bembo, che per significar cosa aspra,finì con asprezza quel verso :
Sì come suol, poiché il verno aspro e rio ;
et è anche in questo da lodarsi ; e similmenteil Petrarca in quel verso, di cui panni averviparlato altra volta :
Ogni dur rompe, et ogni altezza inchina ;
perchè sebbene quell’ ogni dur rompe non puòpiacer gran fatto alle orecchie , significandoperò così bene quel che significa , piace gran-demente a IP animo. Nè solamente le cose cheil poeta vuole significare, domandano più unsuono che un altro, ma anche l’affetto concui vuole significarle ; perchè se egli sarà in