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Volume I.
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382
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382 ragionamento

certamente più di quello che a voi facesse

bisogno.

Ora per dar fine a quei pochi avverti-menti che io posso ora raccogliere intornoallo stile della poesia lirica, avendo già dettodelle sentenze e poi delle parole, e quindidel suono che da esse deriva, resta eh ioparli delle forme del dire, che io chiamereifrasi, se mi arrischiassi ; ma qualunque nesia il nome, e che che intendasi da maestridi gramatica o di rettorica per questa vocefrase, io pure così chiamerò qualunque ma-niera di esprimere ciò che luom pensa,voglio che altro per ora si intenda. Dico dun-que che può bene spesso listessa cosa espri-mersi con molte frasi, o vogliam dire inmolte maniere- e in ciò consiste quasi deltutto la ricchezza duna lingua ; perciocchéquella lingua che più forme ha di dire lastessa cosa , è più ricca dun altra che nonsa o non ai'disce di dirla se non che in unaforma sola. Vedete appo noi che uno dirà :vi sarà facile ; un altro : legger cosa vi fia ;un altro: leggermente potrete; e questi ed al-tri in altre forme diranno tutti la stessa cosa,e tutti assai bene. E il medesimo vale intutte le parti del discorso, eziaudio in quelleche chiamano particelle ; alcuna delle qualiuno userà, ed un altro la tralascierà : cosìdirà uno : se voi vorrete, et io il farò ; etun altro dirà le stesse parole lasciando la et:se voi vorrete, io il farò ; e diranno amen-due bene.

Ora benché io di queste molte e varie