3p2 RAGIONAMENTO
Cicerone . Gioverà anche molto a dimostrareuna tal fretta, e dissimular lo studio , il met-ter talora diversi sentimenti l’un dopo l’altrosenza niun legame, e chiudere il sonetto conun sentimento piano e semplice. Il Petrarca chiude quel suo sonetto a Senuccio cosi:
In questi pensier, lasso,
Notte e dì tienimi il signor nostro Amore:
e quell’ altro a Geri così :
e 7 fuggir vai nienteDinanzi a Vali che ’l signor nostro usa:
dove pare ancora che abbia curato poco ilsuono.
Io credo bene, e lo confesso, che tuttiquesti avvertimenti, quantunque giovar pos-sano , tuttavia non bastino, e manchi loroanche molto ; ma temo forte che quel moltoche lor manca, sia difficilissimo a stringersiin regole ; e chi pur volesse tentarlo, piglie-rebbe gran fatica con picciola speranza. Eson d’opinione che non possa ciò apprender-si , se non che da gli esempi de’ grandi uo-mini , leggendogli spesso e considerandogli conattenzione. Voglio qui in ultimo recarveneuno del Bembo. Voi ne troverete molti altrida voi stessa. Quello del Bembo si è un bel-lissimo sonetto che egli scrive al Molza aquesto modo :
Molza , che fa la donna tua, che tantoTi piacque olirà misura , e fu ben degno,Poiché sì chiaro e sì felice ingegnoCopre di sì leggiadro e sì bel manto ?