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Volume I.
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mosso anche uno a fare una terza orazionein difesa della prima, confutando la seconda.Siccome egli è fuor di dubbio che il signorZanotti non altro intese nella sua prima ora-zione che di onorare le belle arti; così parcertamente che gli autori dellaltre due nonaltro abbiali voluto che esercitarsi, e far provadi dialettica e di eloquenza, rinovando V an-tica usanza de i retori ; i quali sappiamo cheerano soliti di proporre quando una quistionee quando un altra, professando di esser prontia difendere in ognuna di esse tanto V unaquanto Valtra parte, come anche oggidì fan-no , benché senza arte, i forensi ; e talvoltalo stesso oratore in diversi tempi difendevatutte e due le parti, quantunque tra loro con-trarie. La qual usanza essendosi da tantotempo perduta nelle scuole , può anche dirsiche vi si sia perduto il vero studio dellelo-quenza. Et io crederei di aver giovato nonpoco alle lettere, se con lesempio di questetre orazioni, che ora fo uscire, eccitassi moltia voler rimettere V antico uso, così che menosonetti si udissero nelle accademie e meno can-zoni, e si esercitasse alquanto più larte deldire. Comunque siasi, che io non debbovoglio far del maestro, dico solamente, chenon essendo di queste tre orazioni stampatase non la prima, e vagando le altre due ma-nuscritte per le mani di molti, secondo chele porta il caso, e non potendo per ciò ta-luno , che pur vorrebbe, averle tutte e tre in-sieme, ho determinato di unirle in uti sololibretto, acciocché possa ognuno facilmente