PRIMA. 4o5.
niuna altra ai’te, niuna scienza, niuna disci-plina, facoltà niuna debba loro anteporsi, es-sendo esse da anteporsi a moltissime.
Nè voglio io già abusarmi dei nomi, di que-ste arti, come alcuni fanno, i quali ne allar-gano la significazione più che il volgo nonsuole , per allargarne ancor le lodi. E potreibene ancor io, se io volessi, riferire e quasirichiamare a queste arti tutti gli studj a cuiricercansi e linee e proporzioni, e modelli edisegni ; la qual cosa se io facessi, qual artesarebbe o qual disciplina che della pittura,o della scoltura, o delia architettura non som-mamente abbisognasse ? Che sarebbe della no-tomia, senza cui ogni lume di medicina siestinguerebbe, se non avesse le sue tavole ?La botanica, che della naturale istoria cosìgran parte occupa, chi le togliesse i suoi di-segni e le sue immagini, non resterebbe.elladei tutto povera et ignuda ? La geometria, equelle altre che da lei nacquero, e matema-tiche scienze si chiamano, senza delineazionee senza figura niuna, sarebbon pur mute econfuse. E se la Pittura ripeter volesse daqueste arti e ripigliarsi i suoi disegni, potrebbesimilmente la Scoltura e l’Architettura chie-dere ai fisici le loro macchine e tutti que’ loroingegni di dii questa giovane Filosofia s’ab-bellisce e s adorna, e sprezzando l’antica, vaper le accademie e per le scuole fastosa esuperba. E già l’Architettura, ricordandosidell’ antica sua origine, rammenterebbe cheper lei si alzaron le case, per lei si for-marono le città, et eli» descrisse Tebe et