PRIMA. 40 ^
sono molti i quali, considerandole di questamaniera, molto poco le apprezzano, comequelle che , in quanto son tali, rivolgonsiunicamente alla bellezza degli oggetti loro,nè altro cercano che quel piacere che da unaleggiadra rappresentazione di essi ne deriva ,senza curare i vantaggi e i comodi della vi-ta; quasi non fosse un grandissimo comodo*1 piacere, e fosse da disprezzarsi la beltànelle cose.
Ma che cosa intendono, per fede loro,questi tali, qualora di con beltà ? Non è ellaquesta una perfezion somma, la qual sussi-stendo già per se medesima fuor d’ogni luogoe prima di ogni tempo, si diffuse poi pertutte le opere che e nel tempo e nel luogofacendo venne 1’ onnipotente Natura, e bellele rese, e vaghe et ornate, e degne di quellamano che le creò? La qual mano non le ave-rebbe giammai create , se belle, e vaghe eleggiadre non erano. La Beltà scorse i cieli,e pose ai loro luoghi le stelle ; la Beltà di-scese in terra, e d’erbe e di fiori vestilla ;la Beltà passeggiò i mari, e varm le formedei pesci, e tutto il mondo adornò d’ animalie di piante, cangiandone per infinite manierele figure , i colori, gli aspetti. Quanta vaghez-za , quanta grazia, quanta avvenenza non co-municò ella poscia all’uomo, facendolo similea lei medesima, e ben mostrando che in luistudiava di formarsi un amante, da cui volevamassimamente essere riamata ! 0 Beltà, senzacui niuna altra perfezione esser potrebbe, nèvorrebbe quand’ anche il potesse, può egli