4o8 ORAZIONE
esserci un uomo clie te non ami, che te nondesideri, che te studiosamente in tutte le cosenon cerchi? E so ben io che la beltà regnaper tutto, così che non può essere nè artenè disciplina alcuna, la qual raggirandosi in-torno al suo oggetto, non s’incontri ad ognipasso nella beltà. Questa trovano i notomistinella struttura degli animali ; questa i bota-nici nella tessitura dell’ erbe ; questa i chimicinegli elementi dei corpi ; questa i meccanicinelle leggi della gravità e del moto ; questagli astronomi nella disposizione e nel rivol-gimento degli astri. Ma pur costoro, conside-rando quei loro oggetti, non come belli evaghi, ma come utili a noi e comodi, e ri-ferendoli del continuo, come pur fanno, nonad altro che a’nostri usi e vantaggi, per cuidicono di aver ritrovate le arti loro, benmostrano apertamente che la beltà non necurano. La qual però si presenta loro , do-vunque si volgano, quasi spontaneamente, enon cercata gli cerca, e gl’invita e gli allet-ta , correndo dietro agl’ ingrati che la friggono.E quando mai finiranno gli uomini di amarsolamente se medesimi? Quando comincie-ranno a stimar le cose non solamente perchèutili a loro, ma ancora perchè vaghe e bellein se stesse, e degne dei loro amori? E saràl’uomo sempre così soi’dido e vile, che nonpossa contemplar pur un poco la bellezza diqualche oggetto, senza chiedergli tosto la mer-cede della sua contemplazione , esigendonecomodi e ricchezze ? Le quali ricchezze peròquelli che le posseggono, se, tratti quasi a