4 IO ORAZIONE
dovranno quelle arti che per loro primariaistituzione alle opere della natura si volgono,e le considerano non altramente che comebelle; nè solamente le considerano, ma ancorle imitano ; nè solamente le imitano, ma an-cor le superano ?
■ Nè mi si dica che la pittura e la scolturaaltro finalmente non imitano, se non le cosemateriali e corporee : P architettura, nè purqueste. Perciocché quanto all’architettura, seb-bene ella forma et adorna i suoi palagi e isuoi templi, non imitandone alcuno che lanatura abbia fatto, pur si studia di seguircerte regole, e conformarsi a quelle , nè maisi torce di là dove la vaghezza delle più leg-giadre proporzioni la chiama ; il che facendo,muta m un certo modo un perfettissimo esem-plare, che non con gli occhi del corpo si ve-de, ma bensì con quelli dell’animo; io vo-glio dire il perfettissimo esemplare dell’ eternaet immutabil beltà. La qual mi pare essereuna maniera d’imitazione tanto più nobile edivina, quanto che di questa istessa volleservirsi Iddio, alloracbè, creando le cose,non altro fece che esprimere e ricopiar fuoridi se quelle idee che dentro se e nella im-mensità della natura sua contenea. Io adun-que sono contento che si dica che l’archi-tettura non imita le opere della natura, purchémi si conceda quello che è molto più, cioèche ella imita un oggetto di gran lunga adessa superiore, cioè quello che fu imitato daDio medesimo. Che poi la pittura e la scol-tura altro non imitino, se non le cose materiali