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e corporee, alle spirituali et incorporee nongiungano; se alcuno ciò dicesse, io gli di-manderei primaj se egli creda, le virtù e lepassioni dell’animo, la piacevolezza, la man-suetudine, il coraggio, la tristezza, l’odio,l’amore, et altre tali perturbazioni esser cor-poree e materiali, e non piuttosto proprietàe qualità dello spirito, prive in se d’ogni fi-gura e d’ogni colore, e rimote affatto dainostri sensi; e se egli mi concedesse che talipur sono , ( e come negar lo potrebbe ? ) iogli dimanderei poi, se egli abbia veduto giam-mai statua o pittura veruna. Imperocché chipotrebbe vederne , e non scorgere in esse enon ravvisare vivissirnamente rappresentata etespressa ora l’audacia di qualche Fauno, orlo spavento di qualche Ninfa , or la tristezzadi qualche vinto , or la baldanza di qualchevincitore, et ora un affetto et ora un altro,di che le pitture tutte e le statue non rno-stran forse chiarissimi esempli? Quale ha dellevostre case, o Romani, qual de J vostri pala-gi , le cui pareti non sieno piene d’amoi’i edi sdegni, e non s’adornino delle leggiadrepassioni e dei finti travagli degli Dei? E che?Non rappresentansi talora dai pittori e dagliscultori le forme ancora più astratte , la scien-za , la verità, la lealtà, la giustizia, la fede,ed altre infinite, e cosi bene si esprimono emanifestano, che non può chi le vede, perpoco accorto eh’ egli sia, scambiarle , nè in-gannarvisi ? Nè qui voglio che alcuno mi dicache la pittura e la scoltura non rappresentanoqueste cose immediatamente, e come veramente