SECONDA.
mi ascoltate, co’quali parlando, crederò par-lare con tutti gli altri; qual di voi non hasempre tenute in sommo pregio le scienzepiù sublimi, e stimato essere onor grandis-simo della pittura, ch’ella sia così strettamen-te, coni’è, a quelle congiunta, et abbia bi-sogno di quelle, nè possa essere senza quellealcun pittor perfettissimo ? lo mi accorgo percerto susurro tra voi corso, e per non soqual benigno favore che io scorgo ne’ vòstrivolti, che voi consentite alle mie parole, evolete esser contenti di quelle lodi che se-condo verità vi si debbono, senz’aspettarnealcuna dalla menzogna. Il perchè io entreròpiu animosamente a esaminare il ragionamentoper cui furono jeri con tanta pompa cele-brate le vostre arti, ben sicuro, che se iofarò vedervi essere stato esso tutto vano, efallace e insidioso, non per ciò me ne vor-rete male, ma piuttosto amerete la sinceritàe semplicità mia.
E primieramente, io saprei volentieri, perqual cagione quel vostro gran lodatore dellebelle arti, se avea pur in animo di lodarle,volesse sul principio stesso dell’ orazione met-ter da parte l’uso che fanno moltissime scienzedi esse arti, e 1’ utilità che ne traggono ; dallaqual però tante laudi poteano derivarsi, etanto grandi e tanto vere. Le quali essendoe giustissime e manifestissime, e non potendoegli perciò dissimularle del tutto, le nascose,quanto potè, sotto una figura che gli oratorichiamano preterizione, dicendone sol tanto,quanto bastava per protestarsi che non volea