SECONDA. ^2i
aver bisogno del servo, senza cui non po-trebbe esser signore ; nè per questo però ca-drà in mente a veruno uomo sano cbe debbail signore stimarsi meno cbe il servo.
Io dovrei forse fermarmi piu lungamentesu tale argomento per questo istesso cbe vollejeri quel vostro Oratore fermarvisi così poco ;perciocché egli non avrebbe certamente ciòfatto, se avesse trovato un tal luogo oppor-tuno al suo intendimento. Ma io che non hotanta arte, e debbo pure aver risguardo allabrevità, voglio far fretta al mio dire ; e ve-nendo tosto a quell’argomento, intorno acniegli contorse e raggirò tutta l’orazion sua>farvene vedere la falsità. E quale è questoargomento ? Che le cose belle più son dastimarsi che le utili, perciocché quelle amiamoper lo merito loro, queste per F interesse no-stro; e se questo è, dover più stimarsi lapittura, la scoltura e l’architettura che stu-diano solamente le cose belle, che le altrediscipline le quali vanno dietro alle utili. Nonè egli questo l’argomento, che egli amplifi-candolo et adornandolo, e tutto spargendolodi poetici lumi, lo fece divenire un’orazione?Ma a cui darà egli ad intendere che le cosebelle sieno da stimarsi più che le utili ? Nèio voglio qui paragonar la bellezza con F u-tilità, delle quali questa si ama per gratitu-dine e per debito, quella per gentilezza ecortesia ; nè io so di queste virtù qual sìamaggiore; so bene che la gratitudine è piùdovuta, e più è da riprendersi un ingratoche uno scortese. Ma lasciando il paragone