SECONDA. 4^3
quelle beltà, non trascorressero così spesso ,come fanno, in quelle loro altissime contem-plazioni , per cui sovente si dimenticano ditutti i nostri comodi; che così ancor menospesso si vedrebbono o dileggiati dal volgo ,o l’ipresi dagli amatori troppo avidi del bencomune. Qual comodo cerca egli il fisico,allorachè va rintracciando i principi ultimidella natura? Quale utilità il metafisico, al-lorachè studia e cerca la ragione delle es-senze possibili? Qual vantaggio il geometra,allorachè si affanna per discoprire le proprietàdi quelle linee e di quelle figure che mainon furono ? I quali certamente non segui-rebbono con tanta ansietà oggetti cotanto inu-tili , se non vi fossero tratti dalla loro mara-vigliosa e sovrumana beltà.
E che direste voi, se io vi mostrassi chequeste scienze cercano e studiano la beltàdelle cose , più ancora che la pittura e lascoltura e l’architettura non fanno? Anzi seio vi mostrassi che quelle la cercano e lastudiano , la pittura, la scoltura , l’architetturanon la cercano, nè la studiano in verun mo-do? Io vi prego, o Uditori, di voler essermiattenti in questo luogo, come siete stati fi-nora, non già perchè io sia per dirvi cosamolto sottile e recondita , ma perchè è ve-rissima e importantissima, et essendo tale ,panni degna della attenzion vostra. Due ma-niere ha di bellezza, una vera che è vera-mente nelle cose, et una apparente che nonè nelle cose, ma solo apparisce, e per que-sto appunto perchè solo apparisce, nqm è