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Volume I.
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SECONDA. 4 2 9

già eli ella imiti una qualche idea, il chefanno tutti i lavoratori, ma bensì che imitialcun opera fatta prima dalla natura secondouna qualche idea. Il che quanto convengasiallarchitettura, sei vegga egli lacutissimoOratore.

so già, segli più a riso mi movesseche a sdegno, in quel luogo , dove tornandoalla pittura e alla scoltura , per commendarvipure la lor supposta imitazione, e sottoponead essa ogni genere di beltà, volle darvi adintendere che esse non solo i corpi rappre-sentano et esprimono, ma anche le spiritualinature et incorporee, e, se a Dio piace, an-che le forme istesse universali et astratte ; eaddusse in esempio le virtù e le passioni de-gli uomini, la piacevolezza, la verità, la fe-de , la mansuetudine, ed altre tali forme,chegli disse di aver vedute più volte dipintee scolpite. E questo che altro fu, se nonprendersi di voi gioco, et avervi per moltosemplici? quasi non fosse facilissimo ad ognunolintendere , come le passioni e le virtù del-1 uomo, quantunque risieggan nell animo chen è il soggetto, e però sieno spirituali edincorporee , pure, per quella unione strettis-sima che passa tra il corpo e lanimo, pro-ducon nel corpo certe mutazioni che sonomateriali e corporee, risiedendo in esso cheè il soggetto loro ; e queste mutazioni delcorpo non son già esse le passioni, benchéne siano glindizj. Non potendo dunque lapittura, la scoltura, siccome è chiarissi-mo, imitare, rappresentare altro che queste