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ancor belle, e in questo avanzare tutte lealtre scienze ?
Ma ben v’accorgete, o Romani, tutti que-sti argomenti essere fuor di proposito, e moltolontani da quello che è in quistione ; volen-dosi qui sapere, non già se la pittura , lascoltura, 1’ architettura cerchino e studiinocose belle, che questo è veramente comunea tutte le discipline, ma se le cerchino estudiino inquanto son belle ; il che facendoesse, e non le altre discipline, pare perciòche debbano esse anteporsi a tutte l’altre.Questo è quello di che si contende. Intornoa questo si rivolge la quistion tutta. A que-sto solo vogliono gli argomenti tutti esserdiretti. Di fatti quantunque volesse l’Avver-sario rimover gli animi da questo luogo, e ,vagando qua e là con l’orazione, cercassetutti i modi di allontanarsene, pure la cosastessa finalmente ve lo trasse. E spintovi quasia viva forza, ben sapete a quale strana ra-gione ei s’appigliò, volendo persuadervi che,come la pittura, così ancora le altre disci-pline tutte studiano le Cose belle, come bel-le ; e, andava perciò chiedendo animosamentee domandando : Come sappiamo noi, e chine ha detto che le altre discipline studiinole cose , non come belle, ma come utili?Chi ne l’ha detto! Le discipline medesime ,che nelle loro diffinizioni e quasi negli stessinomi loro di ninna cosa fanno maggior mo-stra , che di quella utilità a cui tendono. Qualeè di loro che, al primo suo uscire e dimo-strarsi , non proponga tosto agli uomini qualche