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vantaggio, e non se ne glorii e se ne vanti?£ si riderebbe, se alcuna facesse il contrario :se la medicina, per esempio, dicesse esseresuo oggetto il corpo umano, come bello, enon più. tosto come infermo e guasto, e daridursi a sanità. E già la notomia vuole es-sere fatta per la medicina. La fisica si pre-gerebbe assai meno, se non servisse ai comodie dell’una e dell’altra. La geografia e l’astro-nomia si raccomandano agli uomini per lanavigazione. Che diremo della giurisprudenza,i cui volumi chi sarebbe che mai volesseleggere, se non promettessero la tranquillitàdei governi? La poesia stessa, che par fratutte la più oziosa e la più molle , quantos’ingegna e quanto s’adopra di essere utile,o di parere! Eccovi che l’epopeja con l’e-sempio di un qualche eroe prende a insti-luire il cittadino, e formarlo al ben comune,proponendogli una virtù, per quanto può,perfettissima e quasi sovrumana. La tragediavuole dispor gli uomini a compatire il malein altrui e temerlo in lor medesimi, affin-chè depongano la fierezza e le altre pass oniche turbano la pubblica tranquillità. E chealtro vogliono le commedie, i sermoni, lesatire, se non correggere la vita civile, efarla migliore e più comoda? E queste sonole parti precipue della poesia, rispetto allequali la ditirambica e la lirica poco si pre-mano e tengonsi quasi per nulla. E potè egliquell’animoso Avversario confidarsi tanto nel-l’eloquenza, che sperasse di persuadervi es-sere queste discipline tutte dirette ad altro