Band 
Volume I.
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445
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TERZA. ^5

questo superbo Avversario che noi non nefummo in verun modo persuasi.

li primamente, qual cosa piu sciocca potevadirsi di questa, che le altre discipline cer-cano e studiano la bellezza delle cose, lapittura e la scoltura non già ? Ma vedete suqual filosofia fondò egli un tal errore. Divisela bellezza in due parti , in bellezza vera ein bellezza falsa. E quindi volle che le altrediscipline cerchino la bellezza vera delle cose,la pittura e la scoltura cerchiti la falsa. Po-teva egli immaginarsi divisione più mostruo-sa ? che tanto è dividere la bellezza in bellezzavera e in bellezza falsa, quanto è dividerlain bellezza che è bellezza, e in bellezza chenon è bellezza ; non potendo esser bellezza,essendo falsa ; e nelle favole, quantunque lecose sien false, la bellezza però/ che mostra-no , è bellezza vera. Ma che direte voi, sequella bellezza che egli chiamò vera, non èpunto bellezza, e quella che egli chiamò fal-sa , è anzi la vera bellezza e 1 unica ? Il cheintenderete facilissimamente , per poca atten-zione che vi ponghiate. Fece egli consisterela bellezza vera in quelle perfezioni di cui siconstituisce e forma la cosa, e senza cuinon potrebbe la cosa essere quello che è.Qual metafisico è stato mai cosi sonnacchiosoe trascurato nel definir le cose, e tanto igno-rante , non dirò delle sottigliezze, ma fin deitermini della profession sua, il qu ii conside-rando le perfezioni per cui la cosa si consti-tuisce , et è quello che è, le abbia chiamatebellezza, e non più tosto bontà e verità della