45o ORAZIONE
giammai veduto ; nè si direbbe per questo dieio 1’ avessi imitato ; richiedendosi all’ imitazioneIion solamente che il lavoro che si fa, siasimile ad altra cosa, ma di più che si pongastudio per farlo simile ad essa, e nel farlosi riguardi sempre alla cosa che vuole imitarsi,prendendo regola e norma da lei sola. Laqual cosa io vorrei sapere, se fanno tutte lealtre arti; e domando, se il sartore, facendola veste, cerchi e studii di farla simile a qual-che eterna idea, e non più tosto secondol’usanza, e comoda alla persona pér cui la fa.Per lo contrario T architetto, che altro fa, senon rivolgere in se stesso la varietà immensadelle infinite proporzioni, e scorrendo conl’animo per tulle le forme della vaghezza edella beltà, conformar poscia con tutto lostudio il suo lavoro a quella che egli giu-dica esser di tutte la più perfetta ? E ciò fa-cendo , non è egli dunque imitatore ? e imi-tatore tanto più nobile ed eccellente, quantoche egli non alcuna opera della natura cirappresenta, ma sì alcuna dì quelle bellissimeidee che tutte le opere della natura prece-dettero , e le avanzano di gran lunga in per-fezione et in beltà? Nè per altra ragione, nèin altro modo imitatrici pur sono la pitturae la scoltura , se noi crediamo al divin Ra-faello, il qual lasciò scritto in una sua ele-gantissima lettera che il dipintore per dipingereuna bella donna, averebbe bisogno di vedermolte belle ; e perchè le belle son rade , bi-sogna che segua una certa perfettissima idea,la qual si vede solo con Ì’animo: sentenzanobile e magnifica, che io direi degna di