Band 
Volume I.
Seite
468
JPEG-Download
 

468 Lettere

medesimo clie dite di partirne voi. Sallo Id-dio, se io desidererei veder Roma e gli amicinostri che quivi sono ; ma non posso negareche il partirne voi molto toglie a quella sommadi desiderio a cui forse non resisterei. SeEmaldi è senza gli Atti della nostra Accade-mia, egli è nella stessa nave in cui sono io;il quale se ne avessi un esemplar solo', que-sto sarebbe il suo. Ma egli dovea recare aRoma quei due che per mia preghiera vi recolAbate Puoti; e così uno ne avrebbe avutoin dono, come Puoti ebbe. Ma il ribaldo lovolea senza fatica ; e pure scrissi a Leprotti,che se gli pareva degno, gliene donasse unodi quelli che t a lui mandai. Leprotti avrà giu-dicato il contrario , e se il giudice gli ha datola sentenza contra , che ci ho a far io ? Purevedrò quello che io posso impetrare dalla miaclemeuza. Da Checco nostro avrete avuto let-tere ; e se egli vi avrà scritto lo stato suo,avrete forse anche inteso lincertezza del suoviaggio a Parigi . Io che so quanto i suoi pocoapprovassero questo viaggio, massimamentedacché morì il fratellino suo, e quanto desi-derino che egli prestamente si prenda mo-glie; vo meco pensando, che non ottenendoessi tutto quello che vogliono, otterran certa-mente che egli non parta dItalia ; se già alui non viene uno di queglimpeti che gli ve-nivano spesso a Bologna , ma meno spessoperò in Venezia, quantunque Venezia il no-jasse alquanto : sicché cessando in lui il bol-lore del desiderio, potete sperare che il rive-drete anche a qualche tempo: che insomma