Band 
Volume I.
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469
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LETTERE

Bologna gli piace; e il viaggio da Venezia aqua non è impresa così grande da pensarvisu molto , o piuttosto il vi ggio di qua a Ve-nezia ; giacché veggo che qualche invidia vipunge. Egli certo vi vedrebbe così volentieri,che nulla più. Questo dico con verità e senzainvidia. Quando il lasciai, il lasciai che quasinon era più altro che poeta , ed avea l'attoun bel sonetto allAhate Conti, che molto1 avea lodato , ed era degno desser lodatoeziandio dagli altri. Se egli si rimarrà in Ve-nezia , non fia poco che si conservi poeta.Ma spero bene che dappertutto si conserveràtutto nostro. Qui si fece 1 altra mattina lAc-cademia nostra, e questa mattina quella si èfatta dei pittori. LIstituto fiorisce al giudi-ciò degli altri molto, al mio non molto. Ma

10 che ho temuto per tanto tempo nojarvicon la moltitudine delle mie lettere, oramai

11 faccio con la lunghezza. Tenetemi racco-mandato a Sua Eminenza il sig. CardinaleDavia, ed a Monsignor Leprotti senza fine.Salutate Emaldi e gli altri amici, ed acco-mandatemi a voi stesso ma sopra tutto statesano, e tornatevi quanto prima a noi. Bolo-gna , 16 luglio 1732.

r-, Al medesimo a Roma .

Io non vi ho scritto per così lungo tempo,clie me ne vergognerei, se non mi vergo-gnassi anche piu di recarvi incomodo inutil-mente. Sappiate tuttavolta che io non lasciodi pensare a voi cui tanto debbo, e di cui