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Volume I.
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470
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47 ° LETTERE

tante cose mi farebbono sovvenire spessissi-mo , se già noi facessero sempre le obbliga-zioni mie. Ma voi quando verrete qua ? chefate costì ? che non vi restituite una volta allaSpecula ed a noi? Così dico , perchè sebbenpare che fosse alcuna rissa tra la Specula eme , io però la visitai uno di questi giorni ,e tornai in amicizia seco ; e insieme col R o-versi, col Vandelli e col Martini tenemmoconsiglio di farla pili bella e di adornarla diuna nuova forma di cannocchiale: di che avrétegià inteso dal Martini. 11 nostro Checco sista a Padova non tanto per star quivi quantoper non istarsi a \enezia. Egli non mi hascritto nulla del suo venir qua, quantunqueio gliene scrivessi pur qualche cosa, secondoche voi mi ordinaste : il qual ordine siccomeera congiunto con un dolce invito che voimi facevate alle Acque, così io ve ne rin-grazio senza fine. Egli mi è stato carissimo,quantunque per le villeggiature che io hofatte, non abbia potuto farne uso. Ma temponon mancherà che io lo farò anche troppo.Intanto Checco vi manda egli dei sonetti ? Senon ve ne manda, sgridatelo ; che ne hafatto de belli, e fra gli altri uno bellissimosopra la sposa Ratta, la quale lunedì andò amarito. Egli però mi scrisse ultimamente cheavea tra le mani la risposta del Desaguliers al Rizzetti sopra la luce ; la qual risposta gliaveva data il Poleni, ed egli la traducea :onde io avviso che questa esser debba in lin-gua inglese, e che egli pur tuttavia sfurlìi que-sta lingua : il che se è, bisogna dire che egli