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Volume I.
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471
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t.ETTERE 4 7 *

sia più costante nellamor delle lingue chenon è in quel delle donne. Io pensava diconsigliarlo, se tal xisposta fosse volumino-se tta , a tradurla diligentemente e stamparla ;il che facendo, perchè non potrebbe egli an-cora aggiungervi alcune note tiatte dagli espe-rimenti da lui medesimo fatti in Bologna ?Dico ciò, se la cosa stessa il portasse. Io perònon gli ho scritto ancor nulla. Vedete quelloche a voi paja, e scrivetegliene secondo laprudenza vostra. A Monsignor Leprotti i mieisaluti, ed anche a quei Preti, nel numerode quali essere non voleste. State sano. Bo-logna , 20 settembre 1782.

8. Al medesimo a Roma .

La vostra dolcissima lettera, se non inquanto mi ha prolungata la speranza del ri-veder voi, che dite di non potervi ritornarqua che al nuovo anno, mi è stata per ognialtra sua parte carissima. Il piacere che voiavete che la Specula pur tuttavia mi piaccia,fa che ella mi piace anche più; quantunquepiù senza misura mi piacerà quando vi saretevoi che ne siete il meglio, o piuttosto chene siete tutto il buono. Non so dove sab-biano a riuscire tutti i consigli tenuti soprar instrumento Marinonico. Io per me ho cre-duto che quando le cose fossero a terminedi poter servirsene, si stesse aspettando chevoi veniste ; il sig. Abate Martini era alienodal parer mio ; ma io sono stato per moltigiorni occupato da molle cose, e ^domane