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egli per mezzo mio ne prese alquanti del pri-mo j e credo che quelli che il primo hannocomperato , non vorranno essere senza il se-condo. Madama poi vi rende tanti ringrazia-menti e tanti saluti, che Checco ed io po-.tremmo contentarcene della metà. Buon pervoi. Non per questo però desideriam meno ilvostro ritorno. A quegli scellerati mille saluti}ne’ quali comprenderei anche Emaldi ; se cre-dessi che costì fosse. Cura ut valeas. Bolo-gna ; 29 ottobre 1732.
Nell’ ultima che vi scrissi, non potei dirviquello che io massimamente volea e che mas-simamente avrei dovuto , cioè di avervi ob-bedito in tutto che voi mi avevate ordinato •giacché nè allora l’Abate Martino avea veduto,nè l’Abate Rollo nè il Zeno, a’quali volevatevoi che io recassi vostri saluti. E benché l’ul-timo neppure ora veduto abbia ; che essendoegli partito di Bologna prima eh’ io vi tor-nassi , non ho potuto vederlo in modo alcu-no ; ho però veduto i due primi ; 1’ uno el’altro de’ quali vi ringrazia senza fine , e sitien lieto e contento della memoria che voiconservate di lui, e si protesta di corrispon-dervi con eguale animo. Se mio nipote fossetornato di villa , ove da molto tempo il ten-gono lungi dall’ Astronomia i signori Pepoli,ed egli aggiungerebbe a questi i suoi saluti,ed io potrei dirvi di aver ricondotto gli astro-nomi all’ ovile : ma egli non tarder à molto a