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Volume I.
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476
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476 LETTERA

egli per mezzo mio ne prese alquanti del pri-mo j e credo che quelli che il primo hannocomperato , non vorranno essere senza il se-condo. Madama poi vi rende tanti ringrazia-menti e tanti saluti, che Checco ed io po-.tremmo contentarcene della metà. Buon pervoi. Non per questo però desideriam meno ilvostro ritorno. A quegli scellerati mille saluti}ne quali comprenderei anche Emaldi ; se cre-dessi che costì fosse. Cura ut valeas. Bolo-gna ; 29 ottobre 1732.

to. Al medesimo a Roma .

Nell ultima che vi scrissi, non potei dirviquello che io massimamente volea e che mas-simamente avrei dovuto , cioè di avervi ob-bedito in tutto che voi mi avevate ordinatogiacché allora lAbate Martino avea veduto, lAbate Rollo il Zeno, aquali volevatevoi che io recassi vostri saluti. E benché lul-timo neppure ora veduto abbia ; che essendoegli partito di Bologna prima eh io vi tor-nassi , non ho potuto vederlo in modo alcu-no ; ho però veduto i due primi ; 1 uno elaltro de quali vi ringrazia senza fine , e sitien lieto e contento della memoria che voiconservate di lui, e si protesta di corrispon-dervi con eguale animo. Se mio nipote fossetornato di villa , ove da molto tempo il ten-gono lungi dall Astronomia i signori Pepoli,ed egli aggiungerebbe a questi i suoi saluti,ed io potrei dirvi di aver ricondotto gli astro-nomi all ovile : ma egli non tarder à molto a