LETTERE 477
venir qua 5 quantunque io sento che il Mar-chese Gio. Paolo abbia contratta non so qualfebbretta alla Galeazza , dove tutti sono. Hoavuto il secondo tomo del Crivelli ; e valequanto valea il primo, cioè a dire undici pao-li. Farollo essere in casa vostra , e voi avvi-serete del prezzo Monsignor Leprotti , cosìveramente che intenda, che se egli vorrà purele cinque copie accennate, ( come io lo pregoe come desidero ) io gliele manderò pel cor-riere , ed egli farà sì che quelli i quali si at-trapperanno alla compera, si attrappino altresìa pagarle tanto più degli undici paoli quantoporterà il porto. Questo vi dico perchè sap-piate che io son divenuto gran mercatantenella repubblica letteraria, ed ho ora dei com-merci che nessun crederebbe ; e intendo orapiù che mai che a questo mondo bisogna ar-ricchire e non pensar altro. Jeri ebbi duelettere ad un tempo, non so come , del no-stro Checco scritte in Padova , in modo cheegli mostra non aver più quelle malinconieche prima avea concepii te, e che, come cre-do , gf inspirava Venezia . E ben vero cheninna di esse lettere è scritta , per quantointender posso le date, nell’ultimo ordinario;ma la malinconia una volta scossa non tornacosì presto. Egli pure va dicendo di venire aBologna, e piaccia a Dio che il faccia, lotemo che le malinconie sue sieno venute ame, che pur debbo prendere in poco tempoalcuna di quelle risoluzioni che senza malin-conia prendere non si possono. Comunquesiasi, sarà quello che Dio vorrà. Se voi foste