LETTERE 4g5
pargli d’ èsser cresciuto di grado per la no-vella che voi gli date, sperando di poter mon-tare più alto, spento colui che solo gli faceaombra. Ma questo è scherzo, nel qual vedeteche io ho poca grazia. Pero torniamo alle coseserie -, delle quali la maggiore si è che voistia le sano, e preghiate la carissima signoraMadre , e le sorelle e la consorte vostra coifigliuoli e il signor Niccolò a far lo stesso.Se vedrete il signor Ghedini , salutatelo perparte mia, e diretegli che io gli scriverei par-ti tamente se io avessi un’ oncia di quel co-modo e di quel tempo che ha egli. Al P. Fru-goni ancora voglio essere raccomandato , e avoi stesso raccomandatissimo. L'Àndrea àncoravoglio che sappia ch’io tengo memoria di lei,e la saluto , e che il suo cognato sta bene.Io vi ho scritto quésta lettera con somma frettaessendo ancora in Lagoscuro , donde si diceche partiremo domane per la Polesela. Maquante cose si dicono che non si fanno ! Iocredo che questa sia l 1 usanza che oggi coirea Lagoscuro. Non vorrei che tutte le rive delPo avessero lo stesso costume. State sano.Lagoscuro, 16 marzo 1721,
Ilo consegnata la lettera a Marco, il qualeve ne ringrazia. Io ringrazio altresì voi dellavostra , nella quale e di voi e della famigliami date quelle novelle che io pili desiderava,e che spero che sien più certe che quelle nonfurono che voi aveste di me} perchè sebbene