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che il poeta in niuna arte o scienza, o erudi-zione che sia , è obbligato di saper più diquello che può parer vero al popolo 3 al cuigiudicio però mi rimetterei circa quel piaceree Piacenza , che piacerebbe a me, quand’an-che al popolo non piacesse. Ghedini vi rin-grazia senza fine per li vostri saluti ; e Fabriil farebbe anch’ egli, ma è a Castel Bolognese .Io vi abbraccio e vi bacio fin di qua. Bolo-gna , ig gennaro 1733.
Convengo rispondervi brevemente, sì perla brevità del tempo , sì per la moltitudinedelle lettere 3. le quali due cagioni facendomiesser breve , non faranno però che voi nonintendiate esser grandissimo F amor mio, sic-come ancora che io vi ringrazio senza finedelle novelle che ne date, e direi anche piùdel sonetto che ne avete scritto , se potesseessere ringraziamento più grande di quello chesi dice essere senza fine. Ma noi matematiciperò conosciamo certi infiniti che son mag-giori F un dell’ altro 3 e secondo una tal dot-trina voglio che voi vi persuadiate che delsonetto vostro vi ringrazio senza fine, ed an-che più. I sentimenti tutti del secondo qua-terno, e più ancora dei due terzetti mi sem-brano leggiadrissimi e sceltissimi 3 quelli poidel primo quaterno, tali quali conveniva chefossero perchè il sonetto fosse bellissimo, cioèvostro. Se alcuna cosa potesse svegliar la miamusa che dorme da tanti anni, sì il farebbono