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mattina ho girato eruditamente con MonsignorBottari. Siamo stati alla Rotonda , che io nonaveva veduta ancora. Che cosa magnifica everamente Romana , e degna dei sepolcri diRafaello e di Annibaie, che quivi pure hovenerati ! Abbiami veduto nella Chiesa de’ Fran-cesi la copia della S. Cecilia fatta da Guido,e le pitture del Domenichino ; abbiamo altresìveduto la Chiesa di S. Agnese , e ne 1 sotter-ranei la S. Agnese deU’Algardi ; e per nonessere sempre in Chiesa, siamo passati alpiccol Palazzo Farnese , dove abbiamo osser-vate molte pitture, parte che sono di Rafael-lo, e parte che posson parerlo. Se io nonavessi veduto jeri mattina il musaico dellecolombe di Monsignor Furietti, e di due cen-tauri , io direi che mai non ho avuto unamattina in cui io più mi maravigliassi chein questa d’ oggi. Ma i centauri mi lasciaronojeri così stordito, che non ho quasi saputomaravigliarmi più di altra cosa. Pure le pit-ture del Domenichino e di Rafaello , e laS. Agnese dell’Algardi e la Rotonda mi hannoalquanto riscosso ) nè mcn vi volea. Questoè un paese , dove tutto par fatto, come laRotonda, per gli Dii. Che farò io parlandopubblicamente in Campidoglio , che non songià oratore da Dii. Oltre che abbisognerei dinotizie, che essendo costì avrei da voi ; es-sendo in Roma , non so da cui possa averle.Ma che ha a farsi ì Roma soffrirà bene unacosa umana, avendone tante divine. Il nostroMonsignor Pozzi mostra di volere partir pre-sto : non so se io il creda • nè credo certo