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Volume I.
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512
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513 LETTERE

che egli possa indurvisi da quel motivo chevoi dite 3 perchè io son dopinione che eglipensi di far più stando qui, che non farebbevenendo costà 3 e questa opinione ' potrebbeben trattenerlo in Roma , quand anche fossefalsa. Pure veggo che per quaresima egli sipartirà 3 e se non m inganno, farà lo stessoil signor Montefani, nel cui volto vorrei ve-dere più allegria; che piacendogli pure tantecose di Roma , pare che Roma stessa pocogli piaccia. Così vo io argomentando da isuoi discorsi. Ma di lui, e dell altro, e dime , Dio sa, e quante ciance si sono fatte inBologna , e quante se ne faranno, parte veree parte false. Salutate a mio nome il nostrocarissimo signor Ghedini, e dite a messerAlessandro dei Fabri, che vegga una voltadi star bene. Laltro Fabri ringrazierete e diciò che egli ha qui scritto della mia elegia,e dellaverla mandata a Venezia al Bettinelli,a cui pregovi voler mandar la qui acclusa.Egli forse rescrivendomi manderà la sua aBologna , che così lo prego3 il perchè con-vengo pregar di nuovo D. Arcangelo, chevada alla posta di tanto in tanto, e chieggalettere mie, e me le mandi. farà meno ildesiderio mio, se recherà miei saluti alla si-gnora Penelina, e al signor Lucio, e alla si-gnora Marchesa Ratta, e alla signora Contessade Bianchi. Voi saluterete lui et Eustachio ,e tutti gli altri di casa nostra. Così veramen-te , che Eustachio rechi le mie riverenze atutta la Casa Albergati, tra la quale troveràpure , se è più al mondo, il nostro D. Antonio