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Volume I.
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515
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LETTERE 5I5

la protezione di Monsignor Vicario, cui rive-rirete distintissimamente a mio nome, ringra-ziandolo sempre più delle finezze che io ricevodal gentilissimo di lui nipote. Monsignor Bot-tari e il signor Abate Morei son tutti vostri.Io lo sono anche più, così veramente, chefacciate di me parte alla signora Costanza ealle altre donne , con le quali tutte mi ralle-gro della Rosa. Saluterete anche Guido chesaluterà a mio nome sua moglie, et Eusta-chio che recherà miei saluti alla signoraMarchesa Albergati, et Arcangelo che gli re-cherà alla signora Penelina e al sig. Lucio.A D. Ercole mille abbracciamenti. State sano.Intendete già per voi stesso che a Ghedini,al Dott. Fabri, a Messer Alessandro e aglialtri amici d 1 Apollo voglio essere raccoman-dato ; anche a Pozzone. Roma , li 21 feb-braro 1750.

34 . -di medesimo a Bologna .

Lunedì il dopo pranzo si tenne poi la tantoaspettata Accademia nel Campidoglio. Io virecitai la mia orazione ; tralasciandone peròtanti squarci, che venni a recitarne non piùforse che la metà. Fu udita quanto bastava,e, secondo che io ho potuto giudicare, al-quanto gradita. xYltro più non mi resta, senon di andar soddisfacendo a quelli che vo-gliono udirla domesticamente, de 1 quali mi hagià fatto intendere la volontà sua il signorCardinale Sciarra e la signora Principessa Pal-lavicini : il primo di questi non potè intervenire