5l6 LETTERE
all’ Accademia ; I 1 altra ( come le Dame stannoin fondo all’ udienza in un palchetto con legrate davanti) non potè udirla quanto volea.Questa signora Contessa Vittoria vuole udirlaella pure, e farla udire a persone che a leipremono; et ella veramente ha tutto il di-ritto sopra un’orazione che è naia in casasua, e che non sarebbe al mondo se le in-finite sue cortesie non le avesser dato il mododi nascere. Ma lasciamo questo , e veniamo aciò perchè principalmente ho voluto scri-vervi. E pur mi ‘convien cominciare dall’ ora-zione istessa; poiché avendola, anche primaeh’io la recitassi pubblicamente, udita molti,molti ancora me l’aveano commendala, mo-strando i più ( e fra questi il signor CardinaleLandi ) di rimaner persuasi di quelle ragioni ,avendole per tanto vere, quanto parevano es-ser nuove. Questa cosa, ripetutami più volte,mi fece venir voglia di fare un’orazione, inpersona di un altro oratore, tutta opposta aquella ; e l’ho fatta, et oggi ne mando aMonsignor Vicelegalo una copia , scritta d’ al-tra mano, senza lettera e senza nome nèdell’autore, nè di chi F abbia mandata. Egliforse si imbroglierà a indovinar donde venga.Voi potete secondar la baia, et io desideroche veggiate l’orazione stessa, e la vegganoancora cotesti altri Reggitori del Parnaso, persentirne il parer loro. Caso che Monsignoravesse pena a mostrarvela, potrà forse va-lervi il dirgli che voi ne siete informato ;di che lo persuaderete dicendogli che questaorazione mostra di essere stata recitata in