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Volume I.
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519
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Lettere 5 ig

a dir vero, avrei fatto prima che ora, quan-dio lebbi fra le mie mani, se da altre oc-cupazioni non fosse stata superata lindustriamia : ma io , come vi scrissi, fui in Villa, altro potei che quel tanto che i compagnimiei vollero che io potessi. Venuto poi a Bo-logna , si convenne mandaryeli in fretta , cheappena potei scrivere e chiudere quella lette-ra: del resto non avrei certamente mancatodi fare a me medesimo questo gran benefi-cio , e tanto più che io non avrei creduto difare in ciò alcuna ingiuria a voi. Ora moltopiù lo desidero , perchè facendolmi voi, socerto che non sarà in ciò veruna offesa vo-stra-, ed egli anche mi dovrà esser più caro,essendo frutto della vostra cortesia, dove al-lora sarebbe stato della mia diligenza. Di que-sto grandemente vi prego: non mi può esserfatta più grata cosa. Lindice però delibri delGuglielmini non occorre che mi mandiate,benché questo anche mi sarebbe caro ) ma lavita occorre, e quella voglio. State sano ,e nella buona grazia del signor Marchese rac-comandatemi ; anche in quella del signor Vol-

f ù e nella vostra certamente. State sano. Bo-ogna, 18 luglio 1713.

36 . -di medesimo a Padova .

Vi scrissi, già buon tempo, dellimmaginequello che ne potea e quello che ne sapeasecondo quel tempo. Ora vi scrivo che lo sco-lare che far ne la dovea, è ancor fuori , evi sarà molto più lungamente che noi forse