Lettere 5 ig
a dir vero, avrei fatto prima che ora, quan-d’io l’ebbi fra le mie mani, se da altre oc-cupazioni non fosse stata superata l’industriamia : ma io , come vi scrissi, fui in Villa,nè altro potei che quel tanto che i compagnimiei vollero che io potessi. Venuto poi a Bo-logna , si convenne mandaryeli in fretta , cheappena potei scrivere e chiudere quella lette-ra: del resto non avrei certamente mancatodi fare a me medesimo questo gran benefi-cio , e tanto più che io non avrei creduto difare in ciò alcuna ingiuria a voi. Ora moltopiù lo desidero , perchè facendolmi voi, socerto che non sarà in ciò veruna offesa vo-stra-, ed egli anche mi dovrà esser più caro,essendo frutto della vostra cortesia, dove al-lora sarebbe stato della mia diligenza. Di que-sto grandemente vi prego: non mi può esserfatta più grata cosa. L’indice però de’libri delGuglielmini non occorre che mi mandiate,benché questo anche mi sarebbe caro ) ma lavita sì occorre, e quella voglio. State sano ,e nella buona grazia del signor Marchese rac-comandatemi ; anche in quella del signor Vol-
f ù e nella vostra certamente. State sano. Bo-ogna, 18 luglio 1713.
Vi scrissi, già buon tempo, dell’immaginequello che ne potea e quello che ne sapeasecondo quel tempo. Ora vi scrivo che lo sco-lare che far ne la dovea, è ancor fuori , evi sarà molto più lungamente che noi forse