LETTERE 521
intanto non lascerete, trovandone delle altre ,di farmene copia j ciré sapete il bisogno e lascarsezza che ho in questo genere. Spero chequanto prima avrete dal Ghedini la sua primaLezione, che egli ebbe in questo Istituto piùtosto stampata che pubblicata, perchè solo neha stampato quel picciol numero che bastaper farne parte a i suoi piti cari, de’ qualiuno siete e dovete esser voi. Come la leg-gerete, conoscerete quanto ben faceste a per-suaderlo di prender quel carico, e quanto benefareste ancora a persuaderlo di scrivere qual-che opera di naturale Istoria . Qui si aspettafAbate Lazarini■ et altro non v’ha di nuovo,se non se forse volessi scrivervi del DottorBianchi Turinese , il quale è già qui Lettoreonorario col favore di molti , che gli hannofatto accoglimento più di quello ch’io mi ere-dea • e fece già qui la sua prima Lezion pub-blica , che fu ricevuta , per quanto potei ac-corgermi , e senza biasimo e senza lode, epoi se ne partì. Ma di queste cose credo chepiù distintamente vi sarà scritto da altri cheancora più distintamente le sanno. Io vi amoquanto alcun altro , e sto sano del tutto,fuorché della testa, che mi si raggira spessis-simo per le vertigini. “Voi proccurate di starsano piu di quello che stia io , e di amarminon meno di quello che io ami voi, e sopratutto di star lieto. À voi si raccomanda il si-gnor Dottor Bianchi da Rimini , et io a voie al cortesissimo signor Marchese Poleni, senzafine} le cui salutazioni mi sono state delle piùcare eh’ io possa avermi giammai. Non gli