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Volume I.
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525
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T.ETTERE 525

die la fanno. Ma di questo un altia volta.Voi intanto state sano, ed amatemi come fa-te. Bologna , 2 aprile 1715.

4 o. Al medesimo a Padova .

Se gli altri miei studj non mi tenesserocosì occupato come e fanno , ed io pure nonlascierei passare così lungo tempo senza scri-vervi , coni io fo : ma a voi sta di aver pa-zienza e perdonarmi il mio mancamento 5 cheben sapete quanto gli altri studj distraggaliT animo da questa maniera di lettere, sebbenil desiderio non distruggo!! mai. Ora vi mandoil sonetto, di cui vi scrissi che volea porsi inuna raccolta, la qual dicesi che si stamperà inComacchio , copiosissima delle rime degli au-tori viventi. Come vedrete, io Fho mutato erimutato ; ma ad ogni modo egli ha forse bi-sogno di mutazione ancora. Se però a voi,così comè, non dispiacesse, questo bastereb-be ', perchè , a dir vero, egli non cerca piaceread altri che a voi : e quando anche gli en-trasse questa vanagloria di voler piacere adaltri, io non credo che sia alcuno a cui nondebba piacere tutto quello che a voi piaccia.Aspetterò dunque il giudicio vostro, ed an-che se vi piacerà che si dia alle stampe - , chein vero a me piacerebbe assai per lamicizianostra ; la quale vorrei che fosse pubblica, edalla quale spero potere acquistar più di lodeche da qualunque cattivo sonetto non potreiacquistar di biasimo. Scrivetemene dunque, estate sano. Intendo che la raccolta sta per