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furono molto graditi, e il sig. Manfredi Pre-sidente m’impose di ringraziarla a nome co-mune di tutti, ed anche a nome proprio dilui. Io la prego a far si che la memoria del-l’Accademia le stia viva nell animo , non dicoquanto quella d’alcuna bella, ma almeno inproporzione subdupla ; cosicché ricordandosidi questa cento volte al giorno , si ricordi diquella almeno cinquanta. Se la conversazionedel signor Cardinale di Polignac, quella delsig. Cardinale Davia , quella del sig. Leprottio del P. Abate Galiani le somministrasseroqualche cosa da poter ragionarne nella nostraAccademia, la prego vivamente a partecipar-mela. E insomma la prego a ricordarsi che,oltre le Dame 7 sono anche al mondo la Geo-metria , la Filosofia, l’Accademia; e che insomma vi sono ancor io. L’altra sera nell’Ac-cademia il signor Manfredi lesse certa disser-tazion sua, in cui propose una maniera di mi-surare la velocità dell’acqua corrente. L’acquacorrente nella sua superficie ha meno velocitàche nelle parti più profonde , le quali quantopiù sono profonde, tanto 1’ acqua è più velo-ce non considerando le resistenze esterneche vengonle fatte o dalle rive o dal fondo.Ora è cosa molto oscura il sapere con qualevelocità corra l’acqua in un dato sito sottola superficie ; e questo è ciò che il sig. Man*fredi intese di spiegare, proponendo un espe-rimento che par facile e chiaro. Il Gravesandelo ha fatto con dimostrazioni che pajonotroppo lunghe e troppo sottili • e noi nonvorremmo che la verità ci costasse tanta