58 o lettere
fatica. La saluto caramente, e l’abbraccio c la
bacio fin di qua. Bologna , 4 decembre 1726,
Se della brevità delle mie lettere ella dàla colpa tutta intera alla malinconia, la suaaccusa è in gran parte una calunnia j poichéin verità qualche parte di una tal colpa deeattribuirsi alle applicazioni che io ho per ca-gion della scuola, e per mettere insieme l’isto-ria letteraria così disordinata e malconcia,coni’è, dell’Accademia e dell’Instituto . Questevacanze di Pasqua ho posto mano alle cosematematiche per riconoscerne il fondo , e darloro qualche colore. Questa materia è la piùfaticosa 5 perchè qui chi non intende tutto,non intende nulla ) e talvolta un picciolo er-rore di colui che ha scritto, costerà lungafatica a colui che legge , senza la quale nientepiù vari ebbe il leggere che il non leggere.Una dissertazione sopra le leggi del moto,quantunque da me letta alt-e volte , mi hafatto perdere il cervello per intenderla. Conl’occasione che io riferirò questa, mi con-verrà riferire ancor quella molto elegante cheella fece sopia la stessa materia, quantunquepiù ristretta: e questa pure ho avuto a im-pazzire per rimettermela in capo , giacche ellanon me ne lasciò alcun esemplare 5 onde I10avuto a benedirla assai volte. In queste provedel mio spirito ho conosciuto quanto io ab-bia perduto, ancorché giovane, della passatamia forza c elei mio fanciullesco valore^