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Volume I.
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580
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58 o lettere

fatica. La saluto caramente, e labbraccio c la

bacio fin di qua. Bologna , 4 decembre 1726,

79 . sii medesimo a Roma .

Se della brevità delle mie lettere ellala colpa tutta intera alla malinconia, la suaaccusa è in gran parte una calunnia j poichéin verità qualche parte di una tal colpa deeattribuirsi alle applicazioni che io ho per ca-gion della scuola, e per mettere insieme listo-ria letteraria così disordinata e malconcia,coniè, dellAccademia e dellInstituto . Questevacanze di Pasqua ho posto mano alle cosematematiche per riconoscerne il fondo , e darloro qualche colore. Questa materia è la piùfaticosa 5 perchè qui chi non intende tutto,non intende nulla ) e talvolta un picciolo er-rore di colui che ha scritto, costerà lungafatica a colui che legge , senza la quale nientepiù vari ebbe il leggere che il non leggere.Una dissertazione sopra le leggi del moto,quantunque da me letta alt-e volte , mi hafatto perdere il cervello per intenderla. Conloccasione che io riferirò questa, mi con-verrà riferire ancor quella molto elegante cheella fece sopia la stessa materia, quantunquepiù ristretta: e questa pure ho avuto a im-pazzire per rimettermela in capo , giacche ellanon me ne lasciò alcun esemplare 5 onde I10avuto a benedirla assai volte. In queste provedel mio spirito ho conosciuto quanto io ab-bia perduto, ancorché giovane, della passatamia forza c elei mio fanciullesco valore^