LETTERE 5§!
reggendo io ora che non posso assolutamentepiu reggere ai discorsi ancor meno sottili dellaGeometria . Ma lasciando me , e venendo aqualche cosa di meglio, cioè a lei, mi ra p e _grò molto della disposizione che hanno i suoiparenti di lasciarla tornar qua. Di che io soncontentissimo , avvisando, come ella fa, che iltornar poi a Roma sarà pensier suo. Ellavenga pur qua, che io intanto abbia il pia-cere di rivederla e baciarla. Ma vorrei chel 1 ipocondria non le si rendesse così domestica.Io so che quando io viaggiassi, nop la vor-rei meco. Ella si guardi però quanto può chele vertigini non la assaliscano , perchè sonoamiche della malinconia. Di fatti il Fabri ,che m 1 impose di riverirla, è appunto quelFabri che ella ha inteso; e come il vedrò,se egli è a Bologna , la servirò portandogli isuoi saluti. Il signor Martelli, per quel chesento, si trova meglio. Il suo signor Padre èaggravato dalla sua flussione : ma qui correuna stagione che l’aver male è venuto aliamoda • e bisogna essere almen raffreddato ,come io sono , per non dar maraviglia. L’ab-braccio e bacio per le mille volte. Bologna ,19 aprile 1727.
So. Al sig. Doti. FernancVAntonio Ghedinia Cadice .
Bene avete fatto a promettermene una pilunga ; ma questa istessa poteva essere menbreve , se voi aveste voluto scrivere 0 piùstretto 0 in più lungo foglio; 0 piuttosto se