584 LETTERE
sarà laudabile in voi che opererete cortesiache in me sarà che farò F obbligo mio. Iovi avrei fatto scrivere alquanti versi qui sottola mia dagli altri vostri amici, come già inun’altra mia lettera vi promisi di dover faree come anche feci, che sotto quella v’ eraun’altra del vostro Lenzi, ed una pure dimio fratello ; ma non credereste della frettacon la quale io ho scritto questa, e conse-gnata subito al mercatante : oltreché , s’iodebbo dire il vero^ non sono gli uomini cosìpronti a scrivervi come son pronti ad amarvie a desiderarvi che siate sano 3 il che però ionon desidero meno di loro. Addio. Bologna ,*4 agosto 1714.
82. Alla signora Marchesa ElisabettaErcolani Ratta in E illa.
Spero che la riveritissima e stimatissima shgnora Marchesa sarà giunta costà a Vedranafelicemente 3 e così voglio persuadermelo, chegià da ora non dubito di rallegrarmene conesso lei. Non è però che la mia persuasionenon sia per maggiormente piacermi, se io neintenderò da lei medesima. A lei sta dunquedi rendermi pienamente pago con una sua let-tera. Il cattivo tempo che corre qui, non la-scia che io possa lusingarmi che egli debbaesser costì migliore. Non vorrei che com’egliturba la nostra Filosofia, così ancora turbassela purga di lei. E mi auguro per questo cheella sia men delicata che non sono gli espe-rimenti del Newton : ai quali avendo noi