LETTERE 535
provveduto coi finissimi prismi che il signorVandelli ci ha fatto cortesemente venire diModena , tuttavia essi esperimenti noi! sonoancora contenti, se non hanno alquanti giornidei più sereni e dei piu chiari col Sole puroe sgombro di ogni nuvolo. Non è però chela finezza dei detti prismi non abbia molto aquest’ ora giovato ; giacche le prove che sene fecero jeri a varj raggi di Sole che sfug-givano tra le nuvole , mostrarono ciò che ioda molti anni in qua desiderava sommamentedi vedere, cioè la verità del sistema Newto-niano. Tuttavia poche prove e di un giornosolo non bastano ai Fisici , che per naturaloro sogliono essere come le donne, che valea dire , timidi e difficili a persuadersi. Questamattina si è poi fatta l’Accademia tanto aspet-tata alla presenza del Cardinale e de’ Mae-strati tutti. Il Marchese Grassi vi ha recitatoun suo ragionamento con altrui piacere emio: ed io sono assai più contento di lui chedi me5 perchè egli mi è piaciuto, et io nonho saputo piacermi. Ma pure spero che iomi piacerò una volta, se ella col comandarmivorrà farmi conoscere che ella mi tenga buonoda qualche cosa. La prego a conservarmi lasua stimatissima grazia, e portare i miei ri-spetti al sig. Marchese e sig. D. Pietro e signorD. Giuseppe. Bologna , 14 giugno 1724.
83 . Alla medesima in Villa.
Sento che ella si trova costì in una assaibella ed assai grande compagnia. Io me ne