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Volume I.
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587
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LETTERE 5 87

ella stessa pensa di scriverne a lui medesimo.Il puttino suo seguita col suo vajuolo , e ere-desi senza dubbio che scamperà. Il sig. AbateFontana è caduto infermo di una febbre moltoacuta che lo ha preso a i bagni della Porret-ta. Quello che se ne dice , non gli fa troppobuon augurio. Non ho altro che dirle di nuo-vo. Però venendo a quello che non è deeparerle nuovo in modo alcuno. posso assicu-rarla della mia leale ed ossequiosa servitù.La prego assicurarne altresì il sig. Marchesesuo, salutando per parte mia il sig. D. Giu-seppe e il sig. D. Michele: e con tutto los-sequio mi dico. Bologna , 6 agosto 1725 .

84- Alla medesima in Villa.

Spero che ella sia felicemente arrivata aVedrana; ma temo che vi abbia trovato dellepioggie, o piuttosto che le pioggie sieno ve-nute a trovar lei. Se così è, pare che i nembiseguano il bello, ed abbiano più intendimentoche noi non vorremmo ) e forse alcuno po-trebbe augurarsi di divenire uno di questinembi, tanto più che niun di loro ha, cre-dio alcuna stamperia che lo trattenga. Mase ella ha le pioggie che la seguono, nonabbiamo già noi sereno, il qual pare che par-tisse di qui al partir di lei, e poca acqua ciè stata indìzio della molta caduta nel territo-rio. Queste sono le novelle chio posso scri-verle. Un uomo che non va in luogo alcuno, enon vede tutto1 altro che alcuni libri eun ragazzo della stamperia, non può sapere