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altro , se non quello che va accadendo tra iventi e le nuvole. Tuttavolta, acciocché nonpaja ch’io le scriva dal cielo, le mando unitia questa mia due frontespizj del consaputolibro, de’ quali ella farà quell’ uso che crederàpiù approposìto. Se questo non bastasse a per-suaderla ch’io sono in terra, ella potrà es-serne persuasa dalle righe che seguono, segià queste non le paresser venute aneli’essedal cielo, come la pioggia e la grandine. Perquanto belle esser possano, l’assicuro che ilpazzarello che le scrive, non è niente celeste.Stia sana.
Io son giunto col cattivo tempo, mio com-pagno fedele, a Crespelano ; e col medesimovi sono stato già per due giorni : oggi sola-mente mi si è levata d’attorno tal compagnia,che per memoria pero mi ha lasciato un raf-freddor grande congiunto a molte flussioni, acacciar le quali basterebbe lo starmi rinchiusonella mia stanza, se come questa può chiu-dersi agli uomini, potesse così anche chiudersia due miei mortali nemici, voglio dire il freddoet il vento. Quivi però trovo io alcun de’mieilibri che mi consola, e la mia istoria che mirichiama alle fatiche usate, e a quell’onesto elodevol piacere che le accompagna. Io pongotutta la mattina in queste, e nella lezione chedo al sig. Cavaliere , e nella Messa : il dopopranzo, quasi tutto in dormire la sera se l’oc-cupa il gioco : non già che io giochi gran