LETTERE 589
fatto, che il fo rade volte, ma non rade voltesto a vedere giocar altri, e trovo che cosìanche la sera passa. Questo è il viver mio ,nel quale nulla mi duole se non che il mioraffreddoi’e e il non saper di lei. Il cattivotempo non mi lascia credere che ella per orasia andata a Yedrana, siccome aveva in ani-mo; e tuttavia l’imminente lèsta di S. Dionigime lo fa credere ; sicché io sono intra due.Una sua lettera può tonni d’ambiguità, etanche rendermi certo di quello che io piùdesidero, cioè eh’ ella stia bene et in perfettasalute. Se ella mi ^scriverà questo , mi parràche m’ abbia scritto ogni cosa. La prego dun-que grandemente di ciò ; e con tutto il mag-gior rispetto mi dico. Crespelano, g ottobre 17 28.
La l’ingrazio ben vivamente della sua cor-dialissima lettera; perchè sebbene aveva intesodi lei e dalle lettere de’ suoi Signorini, e piùdalla politissima del signor Benedettino , purem’è piaciuto intenderne anche da lei medesi-ma ' la «piale desidero che sia meno simile ame, acciocché possa un poco più piacere ase stessa, et abbia tutta quella salute che ionon soglio avere. Per altro io qui ora , se-condo me , sto alquanto bene ; e 1’ aria migiova, o almeno l’astenermi dalle applicazionifa che così mi paja. Yo vincendo quelle tri-stezze e quegl’interni inesplicabili .orrori chem’assaliscono di tanto in tanto. Yorrei ren-dermi così valente contro al mal dei denti,