5gO LETTERE
di cui già comincia a minacciarmi una flus-sione che m’è familiare, e va seguendo la mu-tazion dei tempi come un barometro : nè hogià bisogno che questa mi affligga molto, ondepossa più comodamente compatire il signorQuaranta , del cui male molto nn spiace, etanto più che nel vorrei libero affatto; il chenon sento ancora che sia. Ma voglio sperareche ciò sia presto ; benché a lui certamentenon basti una festa di ballo, come è bastatoalla Signorina, la qual mi piace che sia gua-rita, et abbia potuto farlo con così dolce far-maco. Ma, per dir vero , ella ha bisogno didivertirsi , purché il divertirsi non consista,come il più suole essere, nel patire. La gio-ventù ama 1’ uno ardentemente , e soiìre l 1 al-tro con grande animo, e bene spesso gli con-fonde amendue. Comunque siasi, mi falle°roche il signor Quaranta stia meglio della flus-sione, che ella possa dolersi non d’altro ched 1 esser simile a me ; e che la signora Dora-tomi possa essere divenuta una notturna ve-glia ti’ice. La signora Penelina che fa ella? chedovrebbe pure star benissimo, se sta tantobene quanto merita e quanto desidero. Que-sti Signori tutti stanno bene , come le avràdetto il signor Canonico , e desiderano cheella una volta perdonar voglia alla stagionele passate malvagità, e sperando miglior tem-po , ridursi finalmente per alcun giorno aRusso. Io il desidero e l 1 aspetto più di ognialtro , e più che non le avrà potuto dire ilCanonico . Nè vorrei che questa aspettazionem’ingannasse tanto più, quanto piu mi lusinga-