606 LETTERE
gli uomini che vi vedono e vi conoscono :ma se egli ve le ha fatte per amor mio, ese voi !e avete ricevute come tali, voi et egliavete fatto a me cortesia somma, di cui senzafine ringraziar vi debbo. Nel resto io non so,Algarottino mio , quanto io vi voglia crederesopra il vostro ritorno in Italia . Io non soquanto il clima della F/ancia e quello dell 1 In-ghilterra contribuiscano a mantener le promes-se : so bene che quel che desidero, difficil-mente lo credo ; ma quantunque noi creda ,l’aspetto tuttavia e l’esigo, e tanto l’esigoche non \i perdonerò cosi di leggeri (cheche ne dica il Pope ) se voi mancate ; il qualautore attribuendo agli Dii la virtù del per-donare , lia forse con ciò voluto dimostrarciquanto ella sia di Siici 1 cosa. Se voi verrete inItalia, spero di vedervi in Bologna ; in Vene-zia non posso sperarlo. Perchè voi dovresteo fermarvi qui o ritornarvi dopo aver visitatavostra Madre 5 ciò che io non potrei fare allamia, la quale è morta poco fa. Addio, Alga-rottino mio. Bologna , 14 settembre 1736.
Domane vi mando un’ altra lettera a Mila-no , siccome ho veduto che voi desiderate.Piaccia a Dio che ella giunga quivi prima divoi, e venendovi alle mani abbia da fare in-vidia all’altre mie che temo si sien perdute.Ma se per ventura essa pure o si perdesse onon giugnesse a Milano se non che' dopo laVostra partenza, io ho voluto trovarvi con