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fera dì qualche saluto. Queste scienze sono mieamiche, ed io gliele raccomando così comefeci il Frasne ; e se ella le degnerà, come quello,io le avrò per esse tanto obbligo quanto perquello ne ebbi, per cui non lascio nè lascieròdi ringraziarla giammai. La prego a proccurardi star sano, molto per suo e molto ancheper amor mio; e col più profondo ossequiomi dico. Bologna , 18 aprile 1744.
n 4 - Al sig. Dottore Gabriello Manfredia Roma .
Domenica mattina io presentai a MonsignorNuncio la vostra gentilissima lettera, che egligentilissimamente ricevette, e lesse con granpiacere. Mi domandò di voi, e dove siate , ese conserviate ancora F antico umor vostro.Non so se egli intendesse Fumor della birba';ma ben F intesi io , e F assicurai che siete lostesso. Mi fece mille e mille finezze. Ieri seraintrodusse non meno me, che Monsig. For-magliari e il signor Checchino Guidalotti, inuna splendidissima e bellissima conversazione.Giovedì ci ha invitati a pranzo, e sabbato ciintrodurrà a Corte, la quale ora è a Portici .Per ciò dei molti che la signora ContessaVittoria mi impose di salutare, non ho salu-tato finora che il sig. Conte Maoni, il qualeè in Napoli , e mi ha fatto moltissime corte-sie ; gli altri sono con la Corte, e come an-drò a Portici gli saluterò tutti, toltone il si-gnor Conte di Villadrias, cui non potrei salutaresenza passare in Ispagna, dove quel signore