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Volume I.
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630
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630 LETTERE

guntice, ec. mi piace molto; non tanto il se-condo , di cui mi rimetto a lei stessa. Ilterzo non può parere felice, chiaro,se non a chi abbia presentissime allanimo leidee meno comuni dell optica e def sistemaNewtoniano ; ed ella già sa , intorno all usodi queste moderne filosofie in poesia , quelloche io penso ; del quarto vegga che nontroppo vi pensino i Revisori. Io, che non sonRevisore , dico solo , che non può gran fattopiacermi quel volere convincer Dio in unacosa, nella quale , a dirla , Dio ha poi ragio-ne. Eccole il sentimento mio, qual che eglisiasi, sincero però e schietto. Vorrei che ellapotesse adoperar meco similmente intornoall orazion mia uno squarcio , della quale fuda me lunedì scorso recitato in Campidoglio 5che sebbene molto mi è piaciuto il giu di ciòdi Roma , mi sarebbe anche caro quello dicotesti Signori di Bologna e il suo. Ma Mon-signor Borromeo ha voluto, non so perchè,tener nascosta unorazione che di sua naturaè fatta per uscire al pubblico, e vi uscirà.Allora dunque mi rimetto a sentirne il parersuo. La prego riverire a mio nome il suo si-gnor Padre e la sua signora Madre e il suosig. Fratello. E nella sua buona grazia senzafine mi raccomando. Roma , li 27 maggio 1750.

118. Al medesimo.

Mentre le rimando il libro del Gravesand,di cui ella mi ha favorito, per soddisfar,come posso, ai dubii che ella pure jeri mi