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uomini conosciuta ; e come niente dee esserepiù gradito a una Signora che un nomo ilqual si disponga ad essere infedele per pia-cerle. Ma voi non avete bisogno che io viinsegni di parlare dell’infedeltà ; nè accaderàforse farne troppo lunga lezione alla signoraMarchesa, la cui pietà voglio che si risparmiper ora, come anche la vostra; perchè trat-tandosi di infedeltà, non vi voglion miracoli :bastano le forze della natura. Intanto vi pregodi nuovo riverire essa signora Marchesa, ebaciarle a mio nome la mano o con ossequioo con tenerezza, in modo che ella stessa nonsappia distinguerlo. So che voi siete esperto1,1 tali cose, e valete in queste, quanto nellededicatorie ; alle quali tornando , clicovi , chequella che mi avete mandata, m’ è piaciutamoltissimo, e ve ne ringrazio al maggior se-gno , e più ve ne ringrazierei se fosse anchepiù lunga. Al signor Conte Federico porterete1 miei saluti, i quali vorrei che potessero ral-legrargli l’animo; egli avrebbe ora bisogno diun poco d’infedeltà. Al signor Marebai purericorderete la mia servitù, e gli augurereteun viaggio felice, che non potrà però esserefelice per le nostre Dame ; ma i Cavalierine saranno forse contenti; e ben convieneche la felicità vada, come suol dirsi, perturno, e si distribuisca a vicenda. Io sono conquelle condizioni che piaceranno alla signoraMarchesa. Tutto vostro. Russo, li 3 o ago-sto 1753.