Band 
Volume I.
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639
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LETTERE

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122. Al medesimo.

Riiìgraziovi tanto del leggiadrissimo e va-»gaissimo sonetto che mavete inviato, chequasi non posso ringraziarvi daltro 3 e purdebbo ringraziarvi anche dell 1 incomodo chevi avete preso e per quella mia lettera eper quel mio libro 3 sopra di che non faròpiu parole. Basta che voi sapete che io visono anche per questo oltre modo obbligato.Tornando al sonetto veramente leggiadro , ioaspettava una qualche allusione che non viritrovo, e senza cui però sommamente mipiace; so, se mi fosse piaciuto tanto conla allusione. Mi piacerebbe ben più il secondoquaderno, se la felicità, onde è composto ilprimo , non gli facesse un poco di ingiuria,facendolo parere alquanto stentato. 1 terzettisono felicissimi e vaghissimi. Ma che possodire io di coleste dolcezze poetiche in mezzoa tante amaritudini ? Dalle quali non può laFilosofia liberarmi tanto, quanto vorrei. Purevo ricorrendo alla Morale, che, se non altro,mi distrae , combattendo con altri pensieri chepiù mi piacciono, e che ella va pur vincendotalvolta, perchè io voglio che gli vinca. Cosìvo innanzi nel mio ragionamento , che speiOavrò finito in questo mese. Col pensiero dellamorale si accompagna sempre quello della vo-stra bellissima dedicatoria ; e con questo siaccompagna sempre quello della signora Mar-chesa .... : sebbene qual pensiero è in me,con cui questa Signorina non si accompagni}